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LO SPOSTAMENTO DEI POSTERIORI

Gli esercizi di controllo del cavallo partono dallo spostamento dei posteriori. Vediamo perché.

 

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Foto 1 – I vantaggi derivanti dall’insegnamento dello spostamento del posteriore sono molteplici, dal mero controllo, alla coordinazione, al rispetto, fino alla gestione della comunicazione.

La richiesta di spostamento dei posteriori nel lavoro da terra permette di prendere controllo del movimento del treno posteriore del cavallo e quindi di poterlo spostare a richiesta. Questo esercizio, inoltre, gli insegna a coordinare il movimento delle gambe per le future richieste da sella, infatti da terra potremo vedere e correggere errori di postura o di posizionamento che da sella ci potrebbero sfuggire. Non solo: con lo spostamento del posteriore rinforziamo il concetto di rispetto, chiedendo al nostro amico a quattro gambe di non chiudere la comunicazione con noi volgendoci il posteriore, come forma blocco e di difesa. Infine, tramite questo esercizio, cominceremo ad insegnare al cavallo il concetto di impulso, ovvero la volontà di avanzare, che dovrebbe avere in ogni movimento che egli compie su nostra richiesta. L’esercizio, effettuato come proposto dal metodo ATH, permette di poter agire su questa sua parte del corpo senza dover necessariamente tirare la lunghina.

Come otteniamo tutto questo? Durante lo spostamento del posteriore il cavallo dovrebbe fare perno sull’anteriore opposto alla direzione verso cui il treno posteriore si sta muovendo (se sposta verso destra, il perno sarà sull’anteriore sinistro e viceversa), mentre il posteriore sullo stesso bipede laterale crea la spinta per scavalcare frontalmente l’altro posteriore (nell’esempio di prima, il posteriore sinistro spinge e scavalca il posteriore destro), che bilancerà il peso dell’animale in movimento. L’altro anteriore si muoverà per adattarsi alla nuova situazione ed il posteriore che prima aveva fatto da bilanciere ora andrà a riposizionarsi per far tornare le quattro gambe sugli appiombi. Questo è il movimento corretto che andremo a ricercare nell’esercizio.

Foto 2 – Nella corretta esecuzione di uno spostamento di posteriore, l’anteriore verso di noi effettua da perno, il posteriore nello stesso lato scavalca la gamba opposta. Il bipede laterale opposto bilancia tutto il movimento.

Ma vediamo come procedere nella richiesta. Innanzitutto ci poniamo a circa 45 gradi sulla spalla del cavallo nel lato opposto a dove vorremo che il posteriore si muova (sulla spalla sinistra se la mia intenzione è spingere il posteriore verso destra). La lunghina nella nostra mano verso il cavallo sarà corta, pronta a correggere eventuali movimenti della parte anteriore. Il mio consiglio è anche di alzare il gomito dello stesso braccio verso la mandibola del cavallo, per proteggersi da eventuali testate, volontarie o meno. Se il cavallo dovesse continuare a muoversi mentre ci posizioniamo, attendiamo con calma, cercando di guadagnare la posizione di partenza e facendogli capire che non desisteremo dal nostro intento. Inizieremo l’esercizio solo a cavallo fermo e tranquillo. Il nostro primo livello di pressione sarà lo sguardo verso il lato della groppa del cavallo a noi più vicino.

Foto 3 – La posizione del cavaliere è a 45° sulla spalla del cavallo, lo sguardo sulla groppa, dove andrà ad applicare poi la pressione data dalla richiesta.

Seguirà la voce e, in assenza di risposta da parte del cavallo, la minaccia sarà data dalla lunghina che inizierà a ruotare in direzione del punto da noi osservato. Come in tutte le pressioni, sceglieremo quante minacce proporre al cavallo, in base alla sua esperienza, alla sua sensibilità, alla sua età. Esaurite le minacce, andremo in azione, colpendo con la lunghina e con intensità crescente il posteriore.

Foto 4 – Tenere il gomito alto durante l’esecuzione dell’esercizio ci permette di evitare testate involontarie o meno da parte del cavallo.

I livelli di pressione, come sempre, termineranno non appena il cavallo farà un movimento verso la parte richiesta. Se siamo agli inizi di questo lavoro, ci accontenteremo di uno spostamento che si allontani dalla pressione. Successivamente cominceremo ad attendere che il posteriore dal nostro lato incroci sopra l’altro posteriore, facendoci capire che il cavallo sta scegliendo un movimento con impulso in avanti. In questa fase il treno anteriore sarà probabilmente instabile e poco fermo. Lo correggeremo man mano che la manovra migliorerà, utilizzando i controlli di rispetto della capezza. Il piego della testa verso la spalla nella nostra direzione aiuterà il cavallo a pernare sullo stesso anteriore. Come in tutti gli esercizi, ricercheremo prima un solo buon passo ben fatto. Potremo richiedere il secondo solo quando il primo riuscirà alla perfezione alla prima richiesta. Non acceleriamo i tempi, altrimenti correremo il rischio di rovinare tutto e di dover ricominciare da capo, magari con nuove difese o resistenze. Con alcuni cavalli avremo la necessità di dover ripassare lo spazio personale, in quanto durante lo svolgimento dell’esercizio potrebbero essere tentati di venirci addosso. Ricordiamoci che l’ordine di richiesta è il seguente: noi chiediamo, il cavallo si muove, noi ci adeguiamo. Non iniziamo a camminare verso il posteriore prima che il cavallo si sia mosso, altrimenti si creerà una situazione nella quale ci troveremo a camminare in maniera speculare rispetto al cavallo, dove entrambi ci muoveremo in tondo senza ottenere un concreto spostamento di posteriore. Il cavaliere deve fare da figura di riferimento e da perno dell’esercizio.

Foto5 – Alcuni cavalli potrebbero reagire alla richiesta calciando. In tal caso non dovremo desistere, ma continuare nella richiesta, avendo bene il controllo della testa tramite la capezza.

 

Non sarà raro trovare cavalli che calcino alla richiesta, come rifiuto alla pressione. In tal caso teniamo bene la testa piegata verso la spalla interna con la capezza e insistiamo con la richiesta fino a quando il cavallo non impara a cedere alla pressione, invece che a opporsi alla stessa. Nel caso invece di cavalli inamovibili o poco sensibili, si può pensare di utilizzare uno stick o una frusta, grazie alla quale i livelli di pressione saranno: lo sguardo, la voce, si alza lo stick, si mima il movimento di colpire come minaccia, si colpisce sul lato della groppa con intensità crescente.

Foto 6 – Per altri cavalli si rende invece necessario l’uso di uno stick o di un frustino per ottenere delle pressioni sufficienti a raggiungere una risposta.

Una volta che riusciremo ad avere diversi passi di spostamento di posteriore, con un buon perno anteriore, possiamo cominciare a vedere a quale distanza dal cavallo la nostra richiesta può ancora essere efficace, allontanandoci progressivamente dalla sua spalla e, logicamente, riducendo le pressioni, fino ad utilizzare il solo sguardo e la voce.

L’utilità di questo esercizio la apprezzeremo anche quando necessiteremo di spostare il cavallo durante la pulizia ed il sellaggio o durante i passaggi a piedi in aree strette, dove il controllo delle varie parti del cavallo risulta fondamentale.

 

LO SPAZIO PERSONALE PER LO SPOSTAMENTO DEL POSTERIORE

 

Con i cavalli che utilizzano il calcio come difesa, non di rado unisco l’esercizio dello spazio personale con la richiesta di spostamento di posteriore. Il mix delle richieste rinforza il messaggio ed insegna al cavallo a non portarsi in difesa se il cavaliere si avvicina alla sua zona posteriore. In questo caso mi muovo diretto verso il posteriore del cavallo, come nella terza fase dell’esercizio dello spazio personale (vedi articolo di riferimento sul sito), tenendo pronta la lunghina ad agire per il controllo della testa. Qualora dovessi notare della rigidità o l’intenzione di non muoversi, inizio ad applicare pressioni come nella richiesta di spostamento di posteriore, continuando a muovermi diretto verso di esso. È un esercizio che richiede esperienza e lettura dei segnali del cavallo, perché un errore potrebbe essere fatale.

 

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