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Dal 15 al 21-11-2021 – ISOLA D’ELBA

Una settimana con il metodo ATH all’Isola D’Elba grazie al servizio All-Inclusive.

Durante la settimana di presenza di ATH a Capoliveri saranno disponibili tutti i servizi ATH, ci sarà la possibilità di acquistare prodotti ATH (si consiglia di prenotarli) o semplicemente potete venire a conoscerci di persona.

Verranno applicati i prezzi di listino. Presso Capoliveri avremo un campo da lavoro a disposizione, mentre per i servizi a domicilio verrò considerata come sede temporanea di partenza a Capoliveri.

Contattare Andreina (numero in locandina) per richiedere un servizio ATH o per maggiori informazioni.

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24-10-2021 – C.I. NIKITA RANCH A.S.D. – TERRE DEL RENO (FE)

*INCONTRO RISERVATO AI SOCI DEL C.I. NIKITA RANCH A.S.D.*

Vieni a conoscere il metodo ATH presso il Circolo Ippico Nikita Ranch A. S. D. di Terre del Reno (FE). Inizieremo a conoscere le basi del metodo durante questa giornata, applicandolo sui cavalli. Non ci sono vincoli di tipologia di monta (americana, inglese, spagnola…) nè di esperienza del cavallo e del cavaliere.

Programma indicativo:

  • Mattino: teoria e lavoro da terra. Impariamo a capire il linguaggio del cavallo e come approcciarci ad esso, leggendone i segnali che ci invia.
  • Pomeriggio: teoria e lavoro da terra. Conosciamo e gestiamo le paure dei cavalli tramite la razionalizzazione.

Orari:

Mattina ore 08:30 – Pausa 12:00

Pomeriggio ore 13:30 – 18:30

In caso di maltempo il corso sarà posticipato.

E’ richiesta una conferma di partecipazione.

Si consiglia ai cavalieri di portare con sè una capezza e una lunghina d’addestramento per il lavoro da terra ed un filetto per il lavoro in sella.

Saranno disponibili capezze e lunghine ATH da affittare a € 5,00 per la giornata.

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Dal 20 al 26-09-2021 – C.I. FALDINO RANCH – NOTO (SR)

***ATTENZIONE! CAUSA COVID L’EVENTO E’ STATO POSTICIPATO A DATA DA DESTINARSI.***

 

Una settimana con il metodo ATH presso il Circolo Ippico Faldino Ranch, a Noto (SR) grazie al servizio All-Inclusive.

Durante la settimana di presenza di ATH presso il C.I. Faldino Ranch saranno disponibili tutti i servizi ATH in base alle disponibilità del centro ospitante, possibilità di acquistare prodotti ATH (si consiglia di prenotarli) o semplicemente per venire a conoscerci.

Contattare Gaetano (numero in locandina) per richiedere un servizio ATH o per maggiori informazioni.

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12-09-2021 – RAINBOW RANCH – ESINE (BS)

Vieni a conoscere il metodo ATH presso il Rainbow Ranch di Esine (BS). Inizieremo a conoscere le basi del metodo durante questa giornata, applicandolo sui cavalli. Non ci sono vincoli di tipologia di monta (americana, inglese, spagnola…) nè di esperienza del cavallo e del cavaliere.

Programma indicativo:

  • Mattino: teoria e lavoro da terra. Impariamo a capire il linguaggio del cavallo e come approcciarci ad esso, leggendone i segnali che ci invia.
  • Pomeriggio: teoria e lavoro da terra. Conosciamo e gestiamo le paure dei cavalli tramite la razionalizzazione.

Orari:

Mattina ore 08:30 – Pausa 12:00

Pomeriggio ore 13:30 – 18:30

Costi:

  • Partecipanti: € 80,00 (massimo 10 partecipanti)
  • Auditore: € 35,00
  • Affitto cavallo scuola: non disponibili
  • Affitto box/paddock: gratuiro
  • Pranzo nel centro: € 12,00
  • Copertura assicurativa giornaliera: compresa

In caso di maltempo il corso sarà posticipato.

E’ richiesta una conferma di partecipazione.

Posti illimitati per auditori.

Si consiglia ai cavalieri di portare con sè una capezza e una lunghina d’addestramento per il lavoro da terra ed un filetto per il lavoro in sella.

Saranno disponibili capezze e lunghine ATH da affittare a € 5,00 per la giornata.

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18 LUGLIO 2020 – LONGHORN RANCH – SANT’ANGELO LODIGIANO (LO)

Una nuova giornata al Longhorn Ranch per applicare il metodo ATH sul proprio cavallo ed imparare a prendere il controllo dei suoi movimenti da terra. Non ci sono vincoli di tipologia di monta (americana, inglese, spagnola…) nè di esperienza del cavallo e del cavaliere.

Programma indicativo:

  • Mattino: teoria e lavoro da terra. Ripasso degli esercizi già eseguiti, approfondimento del concetto di spazio personale e di controllo dei movimenti
  • Pomeriggio: teoria e lavoro in sella. Iniziamo a capire i punti di controllo del cavallo da sella.

Orari:

Mattina ore 08:30 – Pausa 12:00

Pomeriggio ore 13:30 – 18:30

Costi:

  • Partecipanti: € 100,00 (massimo 8 partecipanti)
  • Auditore: € 25,00
  • Affitto cavallo scuola: non disponibili
  • Affitto box: gratuito
  • Pranzo nel centro: compreso
  • Copertura assicurativa giornaliera: € 2,00

In caso di maltempo il corso sarà posticipato.

E’ richiesta una conferma di partecipazione.

Posti illimitati per auditori.

Si consiglia ai cavalieri di portare con sè una capezza e una lunghina d’addestramento per il lavoro da terra ed un filetto per il lavoro in sella.

Saranno disponibili capezze e lunghine ATH da affittare a € 5,00 per la giornata.

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5 GIUGNO 2021 – HAFLINGER CLUB – CAVALESE (TN)

Una mezza giornata per avvicinarsi al metodo ATH.

Amedeo spiegherà cos’è il metodo ATH e come la sua applicazione migliori la comunicazione con il cavallo. Poi si inizieranno ad applicare i primi step del metodo ai cavalli.

In caso di maltempo il corso verrà posticipato.

E’ gradita una conferma di partecipazione.

Per i non associati all’Haflinger Club, la quota di partecipazione è di € 20,00, comprensivi di copertura assicurativa per la giornata.

Si consiglia ai cavalieri di portare una capezza ed una lunghina d’addestramento, altrimenti saranno disponibili a noleggio capezze e lunghine ATH al costo di € 5,00.

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IL CAVALLO CHE MORDE

Il morso di un cavallo può essere molto doloroso per l’umano e la comprensione della causa di origine di questo comportamento è fondamentale per la sua risoluzione.

 

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cavallo che morde
Foto1 – Il morso rientra nella comunicazione equina, ma nel rapporto con l’essere umano questo atteggiamento può rivelarsi pericoloso.

Un cavallo può mordere per diversi motivi, ma in tutti i casi alla base di questo atteggiamento c’è una mancanza di educazione e di gestione dell’animale. Tutti gli equidi (cavalli, muli, asini) utilizzano il morso nella comunicazione. Questo gesto è un fondamento dei rapporti sociali, sia come comunicazione interattiva, come per esempio mordersi il collo o il garrese nel grooming, sia come comunicazione aggressiva, come durante uno scontro per la gerarchia (foto1). Gli stalloni utilizzano il morso molto più delle femmine, talvolta per conquistare una giumenta, ma più spesso negli scontri per la supremazia finalizzata alla riproduzione. La pelle dei cavalli è tuttavia molto più spessa e resistente della nostra, perciò raramente essi risultano fatali (foto2). Stessa cosa non si può dire quando questo atteggiamento si verifica verso l’essere umano, per il quale invece le conseguenze possono essere di gran lunga peggiori. Un morso può lacerare la pelle, staccare parti di muscoli o di carne dalle ossa e, in definitiva, essere estremamente pericoloso. Insegnare ad un cavallo che il morso, pur facendo parte della sua comunicazione, non deve essere utilizzato nei confronti del cavaliere, è fondamentale. Come tutto quello che concerne l’educazione, è più facile insegnarlo ai puledri, mentre risulta più complesso quando il cavallo è adulto e l’atteggiamento è radicato.

Grooming tra cavalli
Foto 2 – Raramente il morso tra i cavalli risulta essere pericoloso, grazie allo spessore e alla resistenza della loro pelle.

 

Per correggere il comportamento c’è la necessità innanzitutto di capire da dove esso ha origine. Ricordiamo che il morso è un movimento in avanti e porta con sé sempre un’idea di aggressione. Non è mai difensivo, come potrebbe essere invece un calcio. Questa differenza è fondamentale per capire come comportarci nella correzione, in quanto, come già spiegato in un precedente articolo sulle paure dei cavalli, quando questa preda si trova in una condizione senza via d’uscita, può scegliere di aggredire per potersi aprire una fuga. Perciò una delle prime cause del morso può essere originato proprio da una paura dalla quale il cavallo non può sottrarsi e alla quale si trova costretto a reagire con un’aggressione, con lo scopo di liberarsi una strada ed allontanarsi dalla situazione che lo spaventa (foto3). In questo caso la responsabilità di questa reazione aggressiva è tutta del cavaliere che non ha saputo leggere il contesto e ha portato il cavallo al limite di sopportazione della parte istintiva, fino a sfociare nel morso. La reiterazione di questo comportamento, se porta effettivamente il cavallo a liberarsi del problema, farà sì che l’animale aggredirà sempre più rapidamente, sapendo che quella reazione lo libererà dalla situazione scomoda, eliminando perciò progressivamente la fase di fuga. Il cavallo potrebbe arrivare a reagire aggressivamente ad ogni evento a lui non consono, rendendolo pericoloso.

cavallo che morde per paura
Foto3 – La paura può portare un cavallo ad aggredire per difendersi. È molto importante saper leggere i segnali che ci invia per evitare situazioni spiacevoli e pericolose.

 

Un’altra situazione molto comune è il cavallo che morde per maleducazione. I puledri in particolare, esaminano e mordicchiano tutto: è il loro modo di conoscere il mondo (foto4). Per i cavalieri inesperti questo atteggiamento è buffo e carino. Quando il puledro tocca con le labbra la nostra pelle, sembra cercare affetto e contatto. In realtà non è così. Dalle labbra in poco tempo si passa ai morsetti e dai morsetti ai morsi veri e propri. Anche in questo caso la responsabilità è del cavaliere che ha in dovere l’educazione del puledro. Finchè sono giovani è abbastanza semplice far capire loro quali sono le regole di convivenza con l’umano. Quando poi sono adulti, è tutta un’altra cosa ed un comportamento radicato risulta complesso da rimuovere.

puledro che morde oggetti
Foto 4 – Ai puledri piace scoprire il mondo “assaggiandolo”, quindi mordicchiano tutto quello che arriva loro a portata di bocca.

 

 

dare cibo con le mani ai cavalli
Foto 5 – Portare il cibo direttamente alla bocca del cavallo è un ottimo sistema per insegnare loro a mordere le mani del cavaliere.

Altra origine diffusa del morso è l’abitudine di portare del cibo direttamente alla bocca del cavallo con le mani (foto5). Questo atteggiamento è sconosciuto in natura, in quanto nessun simile gli porterà mai del cibo e glielo consegnerà direttamente alla bocca. È un comportamento invece tipico dei predatori. La ripetizione di questa cattiva abitudine porterà l’animale a cercare sempre più insistentemente la mano alla ricerca di delizie, arrivando a morderla per vedere se c’è del cibo su di essa. Anche in questo caso la colpa risiede nella gestione quotidiana del cavallo.

Più complessa è la situazione degli stalloni, per i quali mordere è parte istintiva del loro comportamento. Se per femmine e castroni è radicato l’istinto di fuga, mentre l’aggressione avviene solo in caso di sensazione di trappola, per lo stallone non è raro che il suo istinto gli dica di fare l’esatto contrario: aggredire prima e fuggire poi. Per questo l’addestramento e la gestione degli stalloni richiede esperienza da parte del cavaliere e anche un comportamento deciso e risoluto (foto6).

 

Stallone che aggredisce cavallo
Foto 6 – Il ruolo in natura dello stallone lo porta alla difesa del branco, quindi la sua prima reazione istintiva ad una pressione è  l’aggressione, che non di rado avviene attraverso il morso.

Più raramente il cavallo morde per sfuggire al dolore, ma può succedere anche questa situazione. Nel caso in cui il cavaliere non fosse in grado di leggere i segnali di malessere del proprio animale, questo potrebbe decidere di farglielo capire anche tramite l’aggressione, cercando di comunicargli che ha del dolore e che quell’azione gli provoca sofferenza. Un esempio si può avere quando la sella è inadatta per la schiena del cavallo e ha provocato dei dolori. Nel momento in cui andiamo a metterla o a stringerla, lui si potrebbe girare per mordere, segnalandoci che il fatto di mettergliela provoca del dolore. Attenzione però a non scambiare questo morso per una mancanza di voglia di essere montato, situazione invece generata dalla assenza di rispetto (foto7).

 

cavallo che morde cavaliere
Foto 7 – Alcuni cavalli mordono i piedi o le gambe del cavaliere che li monta. L’origine del comportamento può essere ricercato in un dolore o in una mancanza di rispetto.

Le casistiche sono quindi davvero molte e comprendere l’origine del comportamento scorretto è fondamentale. In diversi casi un cambio nella gestione quotidiana del cavallo può risolvere il problema in poco tempo, come nel caso in cui si porta il cibo con le mani alla bocca del cavallo. In altri casi la comprensione dei malesseri o dei dolori del cavallo e quindi una conseguente visita veterinaria può estinguere l’atteggiamento aggressivo. Negli altri casi c’è la necessità di una rieducazione o riaddestramento del cavallo. Se il comportamento è agli inizi, poche decise correzioni possono limitare lo sviluppo del morso, estinguendolo sul nascere. In tal caso ricordiamo che essendo il morso una reazione aggressiva, è quindi un movimento in avanti, e va corretto richiedendo un movimento indietro. Perciò ad ogni tentativo da parte del cavallo, lo correggeremo mandandolo indietro energicamente, usando la capezza o lo spazio personale (foto8). Non dobbiamo cercare lo scontro fisico, che ci porterebbe ad un’inevitabile sconfitta, per inferiorità di forze e di massa. Un errore diffuso è quello di cercare di colpire il cavallo mordace sul naso o sulla faccia. Si innesca così una sfida con lui, dove si cerca di vedere se sarà più veloce lui a mordere o noi a colpirlo. L’azione correttiva deve essere sempre in una zona diversa dalla faccia del cavallo. Effettuata quindi l’esatta correzione, mettiamo subito in lavoro il cavallo, associando anche la fatica al suo comportamento scorretto. Con questi accorgimenti potremo limitare e, successivamente, eliminare il morso dalla gamma di possibili reazioni del cavallo, ma solo quando esso è alle origini. Se il comportamento è radicato, serve l’aiuto di un professionista che studi e comprenda gli atteggiamenti del cavallo e imposti un lavoro risolutivo, che, con tutta probabilità, richiederà non poco tempo.

 

correzione cavallo che morde
Foto 8 – Il morso è una reazione in avanti, tesa ad aggredire la pressione. SI corregge contrapponendo una richiesta di movimento energico indietro.

Concludiamo ricordando che il miglior modo per evitare comportamenti scorretti da parte del nostro cavallo è prevenirli prima che essi diventino parte integrante della sua comunicazione. Ora che abbiamo chiaro quali sono le situazioni che possono originare il vizio del mordere, cerchiamo di comportarci di conseguenza, anticipando l’insorgere di questo spiacevole comportamento.

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29 NOVEMBRE 2020 – IL SOGNO – MARENO DI PIAVE (TV)

 

Una giornata per iniziare a conoscere il metodo ATH presso Il Sogno a Mareno di Piave (TV).

Il corso si svolgerà in 3 gruppi di mezza giornata a partire da sabato pomeriggio fino a domenica sera.

Il costo a partecipante è di € 35,00.

Il corso si terrà anche in caso di maltempo.

E’ gradita una conferma di partecipazione.

Si consiglia ai cavalieri di portare con sè una capezza e una lunghina d’addestramento.

Saranno disponibili capezze e lunghine ATH da affittare a € 5,00 per la giornata.

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15 NOVEMBRE 2020 – LO STRETCHING DEL CAVALLO – OSCO (SVIZZERA)

Una giornata con due professionisti del settore per imparare a comprendere la complessa struttura del cavallo, come si muove, quali sono le aree più sollecitate e a rischio, indipendentemente dalla sua finalità. Verranno mostrati alcuni esercizi per rilassare la muscolatura e per migliorare la salute del vostro cavallo.
Posti limitati a 15 partecipanti. E’ gradita una conferma di partecipazione.

 

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LO SPOSTAMENTO DEI POSTERIORI

Gli esercizi di controllo del cavallo partono dallo spostamento dei posteriori. Vediamo perché.

 

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Foto 1 – I vantaggi derivanti dall’insegnamento dello spostamento del posteriore sono molteplici, dal mero controllo, alla coordinazione, al rispetto, fino alla gestione della comunicazione.

La richiesta di spostamento dei posteriori nel lavoro da terra permette di prendere controllo del movimento del treno posteriore del cavallo e quindi di poterlo spostare a richiesta. Questo esercizio, inoltre, gli insegna a coordinare il movimento delle gambe per le future richieste da sella, infatti da terra potremo vedere e correggere errori di postura o di posizionamento che da sella ci potrebbero sfuggire. Non solo: con lo spostamento del posteriore rinforziamo il concetto di rispetto, chiedendo al nostro amico a quattro gambe di non chiudere la comunicazione con noi volgendoci il posteriore, come forma blocco e di difesa. Infine, tramite questo esercizio, cominceremo ad insegnare al cavallo il concetto di impulso, ovvero la volontà di avanzare, che dovrebbe avere in ogni movimento che egli compie su nostra richiesta. L’esercizio, effettuato come proposto dal metodo ATH, permette di poter agire su questa sua parte del corpo senza dover necessariamente tirare la lunghina.

Come otteniamo tutto questo? Durante lo spostamento del posteriore il cavallo dovrebbe fare perno sull’anteriore opposto alla direzione verso cui il treno posteriore si sta muovendo (se sposta verso destra, il perno sarà sull’anteriore sinistro e viceversa), mentre il posteriore sullo stesso bipede laterale crea la spinta per scavalcare frontalmente l’altro posteriore (nell’esempio di prima, il posteriore sinistro spinge e scavalca il posteriore destro), che bilancerà il peso dell’animale in movimento. L’altro anteriore si muoverà per adattarsi alla nuova situazione ed il posteriore che prima aveva fatto da bilanciere ora andrà a riposizionarsi per far tornare le quattro gambe sugli appiombi. Questo è il movimento corretto che andremo a ricercare nell’esercizio.

Foto 2 – Nella corretta esecuzione di uno spostamento di posteriore, l’anteriore verso di noi effettua da perno, il posteriore nello stesso lato scavalca la gamba opposta. Il bipede laterale opposto bilancia tutto il movimento.

Ma vediamo come procedere nella richiesta. Innanzitutto ci poniamo a circa 45 gradi sulla spalla del cavallo nel lato opposto a dove vorremo che il posteriore si muova (sulla spalla sinistra se la mia intenzione è spingere il posteriore verso destra). La lunghina nella nostra mano verso il cavallo sarà corta, pronta a correggere eventuali movimenti della parte anteriore. Il mio consiglio è anche di alzare il gomito dello stesso braccio verso la mandibola del cavallo, per proteggersi da eventuali testate, volontarie o meno. Se il cavallo dovesse continuare a muoversi mentre ci posizioniamo, attendiamo con calma, cercando di guadagnare la posizione di partenza e facendogli capire che non desisteremo dal nostro intento. Inizieremo l’esercizio solo a cavallo fermo e tranquillo. Il nostro primo livello di pressione sarà lo sguardo verso il lato della groppa del cavallo a noi più vicino.

Foto 3 – La posizione del cavaliere è a 45° sulla spalla del cavallo, lo sguardo sulla groppa, dove andrà ad applicare poi la pressione data dalla richiesta.

Seguirà la voce e, in assenza di risposta da parte del cavallo, la minaccia sarà data dalla lunghina che inizierà a ruotare in direzione del punto da noi osservato. Come in tutte le pressioni, sceglieremo quante minacce proporre al cavallo, in base alla sua esperienza, alla sua sensibilità, alla sua età. Esaurite le minacce, andremo in azione, colpendo con la lunghina e con intensità crescente il posteriore.

Foto 4 – Tenere il gomito alto durante l’esecuzione dell’esercizio ci permette di evitare testate involontarie o meno da parte del cavallo.

I livelli di pressione, come sempre, termineranno non appena il cavallo farà un movimento verso la parte richiesta. Se siamo agli inizi di questo lavoro, ci accontenteremo di uno spostamento che si allontani dalla pressione. Successivamente cominceremo ad attendere che il posteriore dal nostro lato incroci sopra l’altro posteriore, facendoci capire che il cavallo sta scegliendo un movimento con impulso in avanti. In questa fase il treno anteriore sarà probabilmente instabile e poco fermo. Lo correggeremo man mano che la manovra migliorerà, utilizzando i controlli di rispetto della capezza. Il piego della testa verso la spalla nella nostra direzione aiuterà il cavallo a pernare sullo stesso anteriore. Come in tutti gli esercizi, ricercheremo prima un solo buon passo ben fatto. Potremo richiedere il secondo solo quando il primo riuscirà alla perfezione alla prima richiesta. Non acceleriamo i tempi, altrimenti correremo il rischio di rovinare tutto e di dover ricominciare da capo, magari con nuove difese o resistenze. Con alcuni cavalli avremo la necessità di dover ripassare lo spazio personale, in quanto durante lo svolgimento dell’esercizio potrebbero essere tentati di venirci addosso. Ricordiamoci che l’ordine di richiesta è il seguente: noi chiediamo, il cavallo si muove, noi ci adeguiamo. Non iniziamo a camminare verso il posteriore prima che il cavallo si sia mosso, altrimenti si creerà una situazione nella quale ci troveremo a camminare in maniera speculare rispetto al cavallo, dove entrambi ci muoveremo in tondo senza ottenere un concreto spostamento di posteriore. Il cavaliere deve fare da figura di riferimento e da perno dell’esercizio.

Foto5 – Alcuni cavalli potrebbero reagire alla richiesta calciando. In tal caso non dovremo desistere, ma continuare nella richiesta, avendo bene il controllo della testa tramite la capezza.

 

Non sarà raro trovare cavalli che calcino alla richiesta, come rifiuto alla pressione. In tal caso teniamo bene la testa piegata verso la spalla interna con la capezza e insistiamo con la richiesta fino a quando il cavallo non impara a cedere alla pressione, invece che a opporsi alla stessa. Nel caso invece di cavalli inamovibili o poco sensibili, si può pensare di utilizzare uno stick o una frusta, grazie alla quale i livelli di pressione saranno: lo sguardo, la voce, si alza lo stick, si mima il movimento di colpire come minaccia, si colpisce sul lato della groppa con intensità crescente.

Foto 6 – Per altri cavalli si rende invece necessario l’uso di uno stick o di un frustino per ottenere delle pressioni sufficienti a raggiungere una risposta.

Una volta che riusciremo ad avere diversi passi di spostamento di posteriore, con un buon perno anteriore, possiamo cominciare a vedere a quale distanza dal cavallo la nostra richiesta può ancora essere efficace, allontanandoci progressivamente dalla sua spalla e, logicamente, riducendo le pressioni, fino ad utilizzare il solo sguardo e la voce.

L’utilità di questo esercizio la apprezzeremo anche quando necessiteremo di spostare il cavallo durante la pulizia ed il sellaggio o durante i passaggi a piedi in aree strette, dove il controllo delle varie parti del cavallo risulta fondamentale.

 

LO SPAZIO PERSONALE PER LO SPOSTAMENTO DEL POSTERIORE

 

Con i cavalli che utilizzano il calcio come difesa, non di rado unisco l’esercizio dello spazio personale con la richiesta di spostamento di posteriore. Il mix delle richieste rinforza il messaggio ed insegna al cavallo a non portarsi in difesa se il cavaliere si avvicina alla sua zona posteriore. In questo caso mi muovo diretto verso il posteriore del cavallo, come nella terza fase dell’esercizio dello spazio personale (vedi articolo di riferimento sul sito), tenendo pronta la lunghina ad agire per il controllo della testa. Qualora dovessi notare della rigidità o l’intenzione di non muoversi, inizio ad applicare pressioni come nella richiesta di spostamento di posteriore, continuando a muovermi diretto verso di esso. È un esercizio che richiede esperienza e lettura dei segnali del cavallo, perché un errore potrebbe essere fatale.

 

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